|
|

|
|
|
|
La storia si ripete. E’ un intreccio di copioni messi in atto dalle persone per cercare la riproduzione di suoni e colori che mai si stancano di fare la loro comparsa nel mondo.
Vera Mente
La storia di Vera Mente non si può raccontare per filo e per segno, perché perderebbe la magia che la contraddistingue. Si sa che prende le mosse da una scommessa fatta per amore. Tuttavia, Vera si sente di dover dare al lettore delle tracce che si possono attingere da alcuni suoi scritti inediti che su questo sito fanno la loro prima comparsa nel mondo. Vera dice di avere fiducia nel lettore che troverà fra le righe una delle verità della sua storia.
Dev’essere stato molto tempo fa, nella Parigi degli anni Venti, quella degli artisti maledetti persi dietro a miraggi di futuri inventati e carpiti dalle strade desolate. Oppure fratelli in qualche luogo nascosto dove una notte abbiamo profanato un segreto custodito dai nostri corpi vogliosi di congiungersi nell’unisono di poche spiegazioni comprensibili solo ad uditi avvezzi a musiche mozartiane. Lo stesso Mozart ci accompagnava in sordidi giochi rivelatori di emozioni inaspettate. Dev’essere stato così, per sangue o per legame d’arte che ci siamo scambiati le nostre vite senza riuscire a fermare il male che si era impossessato di noi. Ma questa volta è diverso. Oggi la storia non si ripeterà perché usandomi violenza ho deciso di capovolgerla perché non si incarni nel divenire di due povere anime vittime del dolore sordo. Ma ancora ripenso a quando percorrevamo insieme le strade nei nostri cappotti lisi e ridevamo nel freddo da cui mi riparavo con un foulard e un cappello rossi. E tu mi tiravi le palle di neve in faccia per impedirmi di afferrarti. C’erano allora negozi chiusi e lampade che si accendevano e si spegnevano accompagnando il ritmo delle nostre corse verso il niente. Quel letto grande era coperto da lenzuola di seta rosa pallido dove bianchi e appassionati ci baciavamo all’insaputa del mondo che ci credeva innocenti.
C’era una Vera Mente, una notte, in una mansarda sporca e occupata da cattivi pensieri. C’erano due corpi uniti così stretti da sembrare uno solo. L’acqua era profonda. Trasparente come i pensieri amplificati da miliardi di menzogne. C’erano campi di fragole e corse affannate per afferrare il senso della vita. Poi è arrivata la luce del giorno, mi sono svegliata dal mio incubo e ho potuto vedere chiaro quello che c’era in realtà: la mia cattiva strada. Ho preparato una valigia. Ci ho messo dentro l’anima e l’ho chiusa a chiave per sempre. Mi sono incamminata senza sapere dove andare, con la sola voglia di rinascere, di riemergere da tutto il fango in cui senza accorgermi ero sprofondata. Ho avuto spesso la tentazione di invertire la rotta e ci sono andata vicina a rovinare tutto. Una notte, dopo molto tempo, ho riguardato la valigia. Volevo portargliela, volevo richiedergli di riprendermi l’anima ma un colpo di vento mi ha fatto cadere dalle mani la chiave del lucchetto che la teneva al sicuro. Allora ho deciso che avrei rimandato ad un altro giorno. Un giorno che non è più stato. E così ho continuato a liberarmi del passato a colpi di penna. Ho scritto e scritto e scritto ancora e ho provato a raccontare quel paradiso nascosto nel profondo dell’inferno imbrattando pagine che hanno sconfitto la morte…
Era la notte di San Lorenzo del 2005. Forse, quella notte, pioveva. Forse quella notte non era una buona notte. Forse quella notte era semplicemente “La Notte”. Quella notte piansi amaramente per la fine di un amore, uno di quegli amori da film che a un certo punto finiscono drasticamente per un banale caso della vita. Quella notte decisi di onorare una promessa fatta all’uomo che avevo tanto amato, una promessa nata in un piccolo sottotetto di Riccione dove io e quell’uomo avevamo deciso che uno di noi due avrebbe scritto un libro per raccontare la nostra storia affinché non andasse perduta, ma potesse, anzi, fare il giro del mondo. Nel corso di quella Notte di San Lorenzo, guardai il cielo e vidi una stella cadente prima di cadere io stessa in una sorta di pericoloso e bellissimo rapimento estatico che mi accompagnò per circa un mese. Nel corso di quel mese elaborai tutto il libro che era già scritto nella mia vera mente…
Vera Mente
|
|
“I miei interrogativi irrisolti” – foto di Vera Mente
|
|
|
|
|
|